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Luigi Pellanda

 

Luigi Pellanda è etichettato come “pittore iperrealista” ma mai, come nel suo caso, l’etichetta mostra chiari limiti. Certo le sue nature morte colpiscono per la perfezione nella rappresentazione, per il realismo con cui pennella immagini di fiori, frutta e vegetali. Ma, se appena si avverte la necessità di andare oltre la prima apparenza, l’affinaggio fa trasparire la complessità che sottende “ciò che appare”. I suoi dipinti sono tutti eseguiti con la tecnica ad olio su tela o tavola e sono rappresentatati per lo più da frutta e fiori, più di rado compaiono nelle sue tele figure umane. Le sue nature morte, in molti casi rappresentano metafore della vita, (interpretabili leggendo i titoli dei dipinti) con messaggi che sono chiaramente contestualizzati al periodo storico dell’esecuzione dell’opera. Di lui la critica ha sottolineato il legame con la pittura di Caravaggio, per il sapiente gioco di luci e ombre. E’ stato avvicinato anche a Pieter Bruegel, per la composizione e la capacità di rendere vivo, reale la natura morta, facendo affiorare ciò che essa rappresenta.
L’artista annovera oltre un centinaio di mostre personali e quattro esposizioni Antologiche (2003 Marostica, Vicenza - 2004 Bologna - 2016 Bologna - 2021 Abano Terme Padova) al suo attivo.